giovedì 11 marzo 2010

Crucchi a mandorla

Ieri sono entrato in possesso del regalo di Natale che Culandra ha fatto mia nonna.
Sì, perché Culandra è invadente ed impiccione, ma è anche un/una ragazzo/a col cuore d'oro e ha preso in tremenda simpatia mia Madre. Forse perché Madre lo tratta come tratta tutti noi: di merda. Comunque, per Natale Culandra ha deciso di fare un regalo alla Vecchia.

Culandra: Signora I., ho preso un regalo per sua madre! Siccome so che le piacciono i soprammobili, questo le piacerà sicuramente!

Ecco, i "soprammobili" sono quelli che vedete nell'immagine. Un set per sushi.

Nonna:
Ma cus'el cal mistêr? (ma cos'è quel mistero?)
Io: Nonna, è un set per sushi.
Nonna: Un set par i sòghi? (un set per i sughi d'uva?)
Io: No, per il sushi!
Nonna: Susci? E cus'èl? (e che cos'è?)
Io: Pesce crudo e riso.
Nonna: Pass crud? (pesce crudo?)
Io: Sì nonna, crudo.
Nonna: Mo'c schiva! E al ris l'è cot? (ma che schifo! e il riso è cotto?)
Io: Sì nonna, il riso è cotto.
Nonna: E cum'el cundì? (e come è condito?)
Io: Non è condito, nonna, è riso in bianco.
Nonna: Vatt'a fer, mo'c schiva! (*espressione intraducibile*, che schifo!)
Io: A me piace.
Nonna: Mah, me am fid menga ed tôt chi quel cinès... (mah, io non mi fido di tutte queste cose cinesi...)
Io: Non è cinese, nonna, è giapponese.
Nonna: Ah l'è roba giaponesa?
Io: Sì.
Nonna: I giapunès i'ein meì ch'i cinès. (I giapponesi sono meglio dei cinesi)
Io: Cioè?
Nonna: I giapunès i'ein com'i tedàsc. (I giapponesi sono come i tedeschi)

Ho avuto paura di chiedere a chi assomigliamo noi italiani.

mercoledì 10 marzo 2010

Alice in Winterland


... e ieri sera, nonostante la bufera di neve che si è abbattuta per l'ennesima volta su Modena, ho obbligato MarshMallow (luce dei miei occhi, gioia della mia vita, ecc. ecc.) a indossare i jeans, a calzare gli stivali, ad infilarsi il giubbotto, a mettersi i guanti, ad arrotolarsi la sciarpa e ad uscire di casa per andare a vedere Alice in wonderland.
Oddio, non che a me interessasse un granché (avrei preferito vedere Invictus o Shutter Island, per dire), ma so che lei ci teneva parecchio e quindi.
Via.
In mezzo alla tormenta.

Due ore di film, durante il quale i nostri commenti sono stati:

Io: Toh! Gran Burrone!
MarshMallow: Hanno riciclato gli scenari del Signore degli Anelli...

Io: Chi cazzo è la Regina Bianca, la sorella brutta di Karoline Costner?

Io: E adesso spuntano fuori i Nazgul, lì a Colle Vento.

Beh, comunque, il film finisce, usciamo dalla sala e...

MarshMallow: Ti è piaciuto?
Io: mmm carino...
MarshMallow: A me non è piaciuto per niente.
Io: Ti ho mentito, mi ha fatto cagare.

Morale della storia: ve lo consiglio vivamente.

venerdì 5 marzo 2010

40 giorni e 40 notti

... e, come ogni anno, mi chiedo:
Io: Ma perché caxxo, da qualche anno a questa parte, mi viene in mente di fare il fioretto quaresimale?

E a maggior ragione mi domando:

Io: Ma soprattutto, perché l'astensione da qualsiasi forma di alcolici? non potevo, che so, decidere di non fumare per 40 giorni?
Io: Perché tu non fumi! Che fioretto sarebbe?
Io: Già, non si possono fare fioretti su cose che non ci toccano, sarebbe stato come dire: mi astengo dal sesso per 40 giorni! muahahahah

Eccole qua, le voci della mia coscienza.

Io: Ma tu non ce l'hai, una coscienza!

Comunque, sì, è da 16 giorni che non tocco un goccio di alcol.
Niente vino.
Niente Campari.
Niente Spritz.
Niente - ahimè - Montenegro.
E ho scoperto che gli astemi vedono il mondo in un modo molto diverso: molto più triste.

Che lo spirito di Stanislao Cobianchi abbia pietà di me.

lunedì 22 febbraio 2010

La prima volta. Quasi.

Avevo 18 anni e lei un anno di meno.
Avevo l'auto e lei no.
Ero inesperto e lei avrebbe fatto arrossire Cicciolina.

E così, un tardo pomeriggio di dicembre, mi sussurrò: lo facciamo?
Partii in sgommata, con la Fiat Uno Sting di mia madre, feci un paio di curve in derapata e iniziai disperatamente a cercare un posto dove poter imboscare l'auto (ho già detto che ero inesperto?).
Lei mi insegnò la strada, aveva una ventina di luoghi da camporella già collaudati (ho già detto che avrebbe fatto arrossire Cicciolina?) e così ci trovammo, al primo buio del pomeriggio, sommersi nella nebbia, in una stradina sterrata nei pressi dell'autostrada.
Il posto ideale: poco romantico, ma a 18 anni, con anni di liquido seminale accumulato nella sacca scrotale, cosa volete che importi il romanticismo?

E così, eccoci lì, io e lei (e un miliardo di miliardo di spermatozoi ululanti): io che tremavo come una foglia (non so se più per l'eccitazione, per l'agitazione, per la paura o per quello spiffero gelido che entrava dalla guarnizione difettosa) e lei che mi sussurrava cose sconce sul sedile di fianco.
Eccoci lì, io e lei, dentro la Fiat Uno.
Ora, la Fiat Uno è stata progettata quasi perfettamente per trombare: i sedili erano sufficientemente ampi e si sdraiavano istantaneamente semplicemente sfiorando una levetta (niente ruota da girare - gnicgnicgnicgnicgnicgnic), lo spazio per le gambe era abbondante dalla parte del passeggero, i finestrini si appannavano nel giro di pochi secondi... quasi perfetta!
E così, dopo aver imprecato silenziosamente prima coi bottoni della camicetta, poi con il gancino del reggiseno, poi con la fibbia della cintura (e fanculo a quelle megafibbie El Charro che andavano di moda alla fine degli anni '80!), poi con i bottoni dei jeans, poi coi jeans a vita alta, insomma, dopo una sequela ininterrotta di bestemmie, con un carpiato mi tuffo sul sedile di fianco.

La Fiat Uno è stata progettata quasi perfettamente per trombare. Il quasi era ben rappresentato da una altissima leva del cambio, piazzata lì, in mezzo ai due sedili.
Con una mira straordinaria, concludo il carpiato atterrando con i testicoli esattamente sul pomello del cambio.
Ululo alla luna mentre mi precipito fuori dall'auto, perché non mi piace piangere davanti ad una ragazza.

Quando rientro, il momento magico è passato, ma i miei ormoni continuano a reclamare.
Cerco di capire se c'è ancora qualche possibilità, quando lei mi sussurra qualcosa come: allora, ti decidi a trombarmi? (ho già detto che avrebbe fatto arrossire Cicciolina?)
E così, con molta cautela scavalco la leva del cambio, mi posiziono sopra di lei, le sorrido, nel buio i suoi denti bianchi risplendono come stelle, i suoi occhi si chiudono e

toc toc
OH! Leva sta màchina, a g'ho da pasèr con al tratòr! (Oh, sposta questa automobile, devo passare con il trattore)

venerdì 19 febbraio 2010

Il criceto difettoso

Avevamo un criceto difettoso.
Soffriva di orchite perenne: ogni due settimane gli si gonfiavano i... beh, le... sì insomma, gli... vabbé, avete capito.

Perché gli si gonfiassero di continuo, non ne ho idea, anche se ho una mia teoria: la criceta stronza continuava a mordere il criceto difettoso, quindi avevamo dovuto separarli. Dopodiché, la criceta iniziò a chiedergli l'assegno di mantenimento. Poi pretese la gabbia matrimoniale.
Il povero criceto difettoso fu quindi posizionato in una gabbia più piccola, posta di fianco alla gabbia matrimoniale. La criceta stronza, che oltre ad essere stronza era pure un po' zoccola, continuava ad esibirsi dietro le sbarre, ballando la lapdance, alzando il pelo quando accavallava le zampe, accennando uno strip-tease di quando in quando.
Il criceto difettoso assisteva a queste continue provocazioni, quindi forse non era proprio orchite, ma continua produzione di liquido seminale di cui il povero criceto non riusciva a liberarsi.

Comunque, c'era 'sto poveretto di criceto che, ogni due settimane, si metteva in piedi, ritto sulle zampe posteriori, si aggrappava con le manine (hanno le mani, i criceti!) alle sbarre della gabbia e stava lì, guardandoti disperato, con due palle enormi che gli impedivano di camminare, sdraiarsi, mettersi a quattro zampe.
Poi, dopo qualche giorno, ti alzavi una mattina e lo vedevi tranquillo, nella sua gabbia, che camminava su quattro zampe, con i testicoli tornati alle normali dimensioni (secondo me si masturbava la notte, quando nessuno lo guardava), per poi ricominciare daccapo due settimane dopo, con le palle gonfie e le manine attaccate alle sbarre e gli occhi imploranti.

Tutto questo per dire che, sì, avevo un criceto difettoso.

Ah no, c'era anche la conclusione.
Ecco, avevo questo criceto che mi faceva pena e volevo assolutamente capire che difetto avesse. Per poterlo aiutare, ovviamente.
Lo guardai attentamente, lo rivoltai, lo scrutai, lo studiai, lo analizzai, ma non ci trovai nulla che non funzionasse.
Poi, quando feci per rimontarlo e richiuderlo, mi accorsi che dovevo aver perso qualche pezzo, durante la vivisezione.


P.S.: Per gli animalisti rompipalle: la storia della vivisezione è falsa; quella del criceto con l'orchite è vera.

P.P.S.: Non lo vivisezionai perché morì mentre ero in farmacia a comprare bisturi, guanti in lattice e garze sterili. Non me la sentii di aprirgli la pancia, una volta morto: aveva i testicoli enormi e la pancia gonfia, non volevo correre il rischio di essere investito da un getto di liquido seminale.

P.P.P.S.: C'è anche una morale, in questa storia.
Se vi sentite difettosi e sentite che c'è qualcosa che non va in voi e non riuscite a capire cosa sia, come nel caso del mio criceto, ecco, la masturbazione è spesso una buona soluzione.

mercoledì 17 febbraio 2010

La cura Ludovico

E insomma, è da un mese che sto attendendo con ansia e trepidazione il concerto di Ludovico Einaudi, in quel di Modena.
È da un mese e mezzo che ho comprato i biglietti, che li ho nel portafogli, che li rigiro tra le mani.
È da un mese e mezzo che stresso MarshMallow perché non prenda impegni per giovedì 18 febbraio, che le rammento che deve rinunciare alla cena di redazione, che deve essere puntuale.
Insomma, è da un mese e mezzo che rompo le balle per questo concerto.

Ieri sera, ore 20:15, in autostrada, inizia a suonare il cellulare.
Leggo il memo e penso: ma guarda che cretino sono, punto la sveglia per il concerto di Einaudi con due giorni d'anticipo!


Morale della storia:


Proprio un bel concerto, per chi c'è andato...


martedì 16 febbraio 2010

San CarneValentino

14 febbraio 2010.

MarshMallow: Andiamo all'IKEA?
Io: Dici davvero???
MarshMallow: NO!
Io: ...

(ok, ok, avevate ragione voi...)