lunedì 23 novembre 2009
E poi dicono che non ci sono più le mezze stagioni...
... sarà, ma io mi sento in perenne primavera!
lunedì 16 novembre 2009
I want to ride my bicycle / I want to ride my bike
Così cantava Freddie Mercury (e non voglio sapere che significato nascosto avesse la bicicletta, ma ho il sacro terrore che possa avere qualcosa affinità col gelato al cioccolato di Malgioglio).
Comunque...
Con il trasloco in città e la vicinanza all'ufficio, ho messo moto ed auto in pensione e mi sono riappropriato del mio primo mezzo di locomozione: la bicicletta.
Stamattina, quindi, per la prima volta da parecchi anni, cioè da quando, a 14 anni, ho comprato il mio primo mezzo di trasporto mosso da motore a combustione interna, sono salito sulla bicicletta e sono partito verso il luogo di lavoro.
Nel tragitto casa-lavoro ho quindi scoperto alcune cose:
La bibicletta l'ho usata per andare a mangiare dalla nonuagenaria nonna, a circa tre chilometri. E qui ho scoperto altre cose curiose sulla bicicletta:
Comunque...
Con il trasloco in città e la vicinanza all'ufficio, ho messo moto ed auto in pensione e mi sono riappropriato del mio primo mezzo di locomozione: la bicicletta.
Stamattina, quindi, per la prima volta da parecchi anni, cioè da quando, a 14 anni, ho comprato il mio primo mezzo di trasporto mosso da motore a combustione interna, sono salito sulla bicicletta e sono partito verso il luogo di lavoro.
Nel tragitto casa-lavoro ho quindi scoperto alcune cose:
- non si disimpara mai ad andare in bicicletta. Ma nei primi tre minuti ho rischiato più volte di cadere: a) appena uscito dal garage, inchiodando su un tappeto di foglie fradice; b) alzandomi sui pedali per non prendere il semaforo rosso, quando il piede mi è scivolato dal pedale; c) quando l'auto davanti a me ha frenato e la bicicletta ha continuato imperterrita la sua corsa verso il suo paraurti; d) quando ho centrato una buca che, fino al giorno prima, non ritenevo degna di considerazione;
- grazie ai semafori, facendo la strada a piedi ci metto 10 minuti, in bicicletta ce ne metto 8;
- in compenso, arrivo in ufficio sudato come un muflone e
- devo assolutamente ritrovare il mio berretto Conte of Florence, perché in bicicletta mi prende freddo la capoccia.
La bibicletta l'ho usata per andare a mangiare dalla nonuagenaria nonna, a circa tre chilometri. E qui ho scoperto altre cose curiose sulla bicicletta:
- in un tragitto superiore al chilometro, per una curiosa quanto strampalata applicazione della fenomenologia dei piani inclinati, le strade sono sempre in salita;
- altrettanto curiosamente, anche il tragitto di ritorno sarà tutto in salita;
- vi accorgerete dell'esistenza della pista ciclabile, in grado di farvi evitare quella rotonda su cui avete rischiato la vita almeno una mezza dozzina di volte nell'arco di due minuti, solamente DOPO aver fatto lo slalom tra auto, furgoni e autobus;
- e solo dopo vi accorgerete che quella ciclabile vi avrebbe anche fatto risparmiare 300 metri di strada, pari a 90 pedalate;
- crederete ciecamente che ricominciare con la bicicletta sia esattamente come quando avete cominciato con lo jogging: già dalla seconda settimana, vedrete dei notevoli progressi; ma rifletterete anche sul fatto che, quando avete cominciato con il podismo, vi siete arresi prima della seconda settimana;
- vedrete con la coda dell'occhio una signora in bicicletta che si prepara a superarvi; punzecchiati nell'orgoglio, aumenterete la cadenza delle pedalate, ma la signora vi sarà sempre incollata alla ruota; sbuffando come un mantice, accelererete, ma la signora si preparerà comunque al sorpasso; e quando sentirete il cuore lacerarsi nel petto e il sangue rombarvi nelle orecchie, solo allora vi accorgerete che la stronza ha una bicicletta elettrica;
- ancora provati dall'esperienza imbarazzante, non accetterete di andare più lento di una ragazza. Quindi la sorpasserete. E starete davanti a lei. Per 100 metri. Per 200 metri. Per 300 metri. E quando non ce la farete più, frenerete, scenderete dalla bici facendo finta di essere arrivati a destinazione, armeggiando anche con un cancello che non è il vostro, per poi ripartire quando la ragazza sarà scomparsa dalla vista;
- giungerete quindi a destinazione, scenderete dalla bicicletta e farete le scale, con le gambe rigide, i muscoli contratti, ogni scalino sarà un'agonia, vi tirerete su aiutandovi con lo scorrimano, rimpiangerete il Dr. House che almeno lui può aiutarsi col bastone, cazzo!, e infine
- vi ricorderete dell'ultima volta in cui avete utilizzato la bicicletta, dodici anni prima, vostro figlio era piccolo e lo avete portato a spasso sulla bicicletta della moglie, quella con il seggiolino da donna, quel bel seggiolino fatto apposta per il culone delle donne emiliane, largo e comodo. E invece voi avete una bellissima bicicletta da uomo, col seggiolino quasi da corsa. E quando scenderete dalla bicicletta, vi sentirete un po' come Marrazzo dopo una serata passata con la sua amica Natalie.
sabato 14 novembre 2009
Il test dell'sms e del gelato
Qualche giorno fa ho letto un simpatico post in un blog ed i relativi commenti.
Poiché l'argomento aveva stuzzicato il mio interesse, ho deciso di realizzare un esperimento, utilizzando cavie umane per il mio studio.
L'esperimento consisteva nello svolgimento di una semplice azione: un soggetto A deve invitare un soggetto B a prendere un gelato.
Quelli che seguono sono gli esiti della sperimentazione:
TEST n. 1
Soggetto: Donna
Fattore di disturbo: Amica
Svolgimento: Donna deve invitare Uomo a prendere un gelato. Uomo accetterà.
Donna: Mi piacerebbe uscire con Uomo.
Amica: Dovrebbe essere lui ad invitarti!
Donna: Oddio! Secondo te perché non lo fa? Non gli piaccio?
Amica: Ma no, è impossibile che tu non gli piaccia!
Donna: Dici?
Amica: Sicuro! Forse è solo timido
Donna: Già, in effetti è così sensibile...
Amica: E carino
Donna: E dolce
Amica: Perché non glielo chiedi tu?
Donna: Oddio, dici che dovrei?
Amica: Sì, certo, perché no?
Donna: Mah, non so... non è che mi potrebbe credere una... insomma, una... hai capito?
Amica: Ma no, secondo me la cosa potrebbe anche lusingarlo.
Donna: Ne sei sicura?
Amica: Sì, vai, invitalo.
Donna: Oddio, e che gli scrivo?
Amica: Scrivigli: "Uomo, mi piaci tanto, mi piacerebbe uscire con te e"
Donna: MA SEI SCEMA?!?!
Amica: Stavo scherzando.
Donna: ok, ok, ci penso io.
Donna prende il cellulare, inizia a comporre il messaggio:
Donna: "Ciao Uomo, sono Donna. Avresti piacere di prendere un gelato insieme a me?"
Amica: mmm
Donna: Cosa?
Amica: Non va bene. La domanda presuppone la possibilità che Uomo possa non aver piacere nel prendere un gelato insieme a te.
Donna: Oddio! Dici che potrebbe non averne voglia?
Amica: Non ho detto ques
Donna: Potrei non piacergli?!?!
Amica: No, ho detto solo che hai posto la domanda nel modo sbagliato.
Donna: E cosa dovrei fare? Aiutami, sei la mia migliore amica!!!
Amica prende il cellulare di Donna ed inizia a comporre il messaggio:
Amica: "Ciao Uomo, sono Donna. Accetterei volentieri un tuo invito a prendere il gelato"
Donna: mmm
Amica: Che c'è?
Donna: Non è un po' troppo aggressivo?
Amica: In effetti...
Donna: E se lui pensasse...
Amica: Cosa?
Donna: Cioè, se lui pensasse che io mando questi sms a tutti, per farmi offrire il gelato? Non potrebbe pensare che io possa essere... ecco, insomma, hai capito, no?
Amica: Hai ragione, cancella
Donna: Uff, ma perché deve essere così difficile invitare fuori qualcuno?
Amica: Senti, ma perché non gli dici che ti piace?
Donna: Ma sei scema?!?! non lo deve sapere!
Amica: Dai, torniamo al messaggio.
Donna: Eh, meglio, dai
Amica: Tu vuoi che andiate a prendere un gelato insieme, giusto?
Donna: Sì, dovrebbe capire che la cosa mi farebbe piacere, ma non credere che io stia smaniando dalla voglia di uscire con lui. Cioè, deve sapere che mi è simpatico, magari intuire che potrebbe essere qualcosa più di un amico, ma non capire che mi piace da impazzire!
Amica: Certo, hai perfettamente ragione. Ma non è mica semplice, eh...
Donna: Uff, ma perché deve essere così difficile? Perché non si può dire semplicemente: "Ciao Uomo, sono Donna, stasera ti andrebbe di prendere un gelato?"
Amica: Ehi, torna a dire?
Donna: Cosa?
Amica: Quello che hai appena detto
Donna: Dovrebbe capire che la cosa mi farebbe piacere, ma non
Amica: No, non quello! Dopo!
Donna: "Ciao Uomo, sono Donna, stasera ti andrebbe di prendere un gelato?"
Amica: Insieme.
Donna: Cosa?
Amica: "Ciao Uomo, sono Donna, stasera ti andrebbe di prendere un gelato INSIEME?"
Donna: Giusto.
Amica: Già.
Donna: E dici che potrebbe funzionare?
Amica: Certo.
Donna: Non è che mi potrebbe scambiare per una... hai capito, no?
Amica: No, tranquilla
Donna scrive l'sms sul cellulare
Donna: Oddio, e se dice di no?
Amica: Non essere sciocca, non può resisterti!
Donna: Ne sei certa? No, perché se dovesse rifiutare, io
Amica: Non rifiuterà, fidati.
Donna: Ne sei sicura? Sicura sicura?
Amica: Vuoi inviare quel messaggio?
Donna: Aspetta, fammelo rileggere!
Amica: Se non lo mandi tu, lo mando io!
Donna: Ok, ok
Donna invia l'sms
Donna: Oddio, l'ho mandato!
Amica: Bene
Donna: No, che ho fatto? Avrei dovuto scrivere che
Amica: Va tutto bene!
Donna: Ma forse avrei dovuto dirgli che
Amica: Va tutto bene! Ormai è fatta!
Donna: Oddio, sono così agitata!
Amica: Tranquilla, andrà tutto bene.
Donna: ...
Amica: ...
Donna: Perché non risponde?
Amica: Da quanto l'hai mandato?
Donna: Quasi un minuto.
Amica: Forse non l'ha ancora letto.
Donna: ...
Amica: ...
Donna: E se stesse cercando di scaricarmi?
(tre ore dopo)
Donna: Ecco, lo sapevo, non gli piaccio!
Amica: Ma no, dai, forse non ha ancora visto il messaggio!
Donna: Ne sei sicura? Forse sta cercando le parole giuste per dirmi che non vuole uscire con me! Sai, è così sensibile, magari non vuole ferirmi...
Amica: Ma lui VUOLE uscire con te!
Donna: Come fai a dirlo?
Amica: Si vede! Da come ti guarda quando ti incontra, da come ti saluta...
Donna: Ma se mi dice solo ciao!
Amica: Sì, ma non hai visto come abbassa lo sguardo quando ti dice ciao? E il tono della voce?
Donna: Ah, l'hai notato anche te? Avevo avuto la stessa impressione, ma avevo paura di illudermi!
Amica: Sì, sì, si vede bene!
Donna: Oddio, mi sembra di sognare!
Trilla il cellulare. A Donna arriva il messaggio.
Donna: È LUI! È LUI!
Amica: Sì, sarà lui!!!
Donna: Oddio! Oddio!
Amica: Leggilo, dai!
Donna: No, non ce la faccio, leggilo tu!
Amica: Ok, c'è scritto... "Va bene, in gelateria alle 18"
Donna: VA BENE!
Amica: Va bene!
Donna: ODDIO!
Amica: Te l'avevo detto!
Donna: Alle 18!
Amica: Già!
Donna: Secondo te che voleva dire?
Amica: Per me è cotto.
Donna: Dici? Non ti sembra un po' freddo come messaggio?
Amica: Ma no, che dici? Lo sai anche tu che è timido!
Donna: Già, lo pensavo anche io.
Amica: Già.
Donna: Oddio, che emozione!
Amica: Sono contentissima.
Donna: E ora che mi metto?
Amica: Andiamo a comprare qualcosa!
Donna: E dalla parrucchiera!
Amica: E dall'estetista?
Donna: Corriamo!
TEST n. 2
Soggetto: Uomo
Fattore di disturbo: Amico
Svolgimento: Uomo deve invitare Donna a prendere un gelato. Donna accetterà.
Amico: Oh.
Uomo: Ehi.
Amico: Allora?
Uomo: Tutto ok.
Amico: Stasera sei in giro?
Uomo: Sì, aperitivo? Ah cazzo, no, dimenticavo... ho chiesto a Donna di andare a prendere un gelato.
Amico: Che ti ha detto?
Uomo porge il telefono ad Amico. Amico legge il messaggio.
Amico: "Va bene, in gelateria alle 18"
Uomo: Già.
Amico: mmm
Uomo: Cosa?
Amico: Te la dà.
Uomo: Dici?
Amico: Certo.
Uomo: Bene.
Amico: Lavatelo.
CONCLUSIONE
Da qualche parte doveva pure esserci l'esito di questo test comparato, ma è andato perduto tra il vino ed il Lagavulin di ieri notte.
Poiché l'argomento aveva stuzzicato il mio interesse, ho deciso di realizzare un esperimento, utilizzando cavie umane per il mio studio.
L'esperimento consisteva nello svolgimento di una semplice azione: un soggetto A deve invitare un soggetto B a prendere un gelato.
Quelli che seguono sono gli esiti della sperimentazione:
TEST n. 1
Soggetto: Donna
Fattore di disturbo: Amica
Svolgimento: Donna deve invitare Uomo a prendere un gelato. Uomo accetterà.
Donna: Mi piacerebbe uscire con Uomo.
Amica: Dovrebbe essere lui ad invitarti!
Donna: Oddio! Secondo te perché non lo fa? Non gli piaccio?
Amica: Ma no, è impossibile che tu non gli piaccia!
Donna: Dici?
Amica: Sicuro! Forse è solo timido
Donna: Già, in effetti è così sensibile...
Amica: E carino
Donna: E dolce
Amica: Perché non glielo chiedi tu?
Donna: Oddio, dici che dovrei?
Amica: Sì, certo, perché no?
Donna: Mah, non so... non è che mi potrebbe credere una... insomma, una... hai capito?
Amica: Ma no, secondo me la cosa potrebbe anche lusingarlo.
Donna: Ne sei sicura?
Amica: Sì, vai, invitalo.
Donna: Oddio, e che gli scrivo?
Amica: Scrivigli: "Uomo, mi piaci tanto, mi piacerebbe uscire con te e"
Donna: MA SEI SCEMA?!?!
Amica: Stavo scherzando.
Donna: ok, ok, ci penso io.
Donna prende il cellulare, inizia a comporre il messaggio:
Donna: "Ciao Uomo, sono Donna. Avresti piacere di prendere un gelato insieme a me?"
Amica: mmm
Donna: Cosa?
Amica: Non va bene. La domanda presuppone la possibilità che Uomo possa non aver piacere nel prendere un gelato insieme a te.
Donna: Oddio! Dici che potrebbe non averne voglia?
Amica: Non ho detto ques
Donna: Potrei non piacergli?!?!
Amica: No, ho detto solo che hai posto la domanda nel modo sbagliato.
Donna: E cosa dovrei fare? Aiutami, sei la mia migliore amica!!!
Amica prende il cellulare di Donna ed inizia a comporre il messaggio:
Amica: "Ciao Uomo, sono Donna. Accetterei volentieri un tuo invito a prendere il gelato"
Donna: mmm
Amica: Che c'è?
Donna: Non è un po' troppo aggressivo?
Amica: In effetti...
Donna: E se lui pensasse...
Amica: Cosa?
Donna: Cioè, se lui pensasse che io mando questi sms a tutti, per farmi offrire il gelato? Non potrebbe pensare che io possa essere... ecco, insomma, hai capito, no?
Amica: Hai ragione, cancella
Donna: Uff, ma perché deve essere così difficile invitare fuori qualcuno?
Amica: Senti, ma perché non gli dici che ti piace?
Donna: Ma sei scema?!?! non lo deve sapere!
Amica: Dai, torniamo al messaggio.
Donna: Eh, meglio, dai
Amica: Tu vuoi che andiate a prendere un gelato insieme, giusto?
Donna: Sì, dovrebbe capire che la cosa mi farebbe piacere, ma non credere che io stia smaniando dalla voglia di uscire con lui. Cioè, deve sapere che mi è simpatico, magari intuire che potrebbe essere qualcosa più di un amico, ma non capire che mi piace da impazzire!
Amica: Certo, hai perfettamente ragione. Ma non è mica semplice, eh...
Donna: Uff, ma perché deve essere così difficile? Perché non si può dire semplicemente: "Ciao Uomo, sono Donna, stasera ti andrebbe di prendere un gelato?"
Amica: Ehi, torna a dire?
Donna: Cosa?
Amica: Quello che hai appena detto
Donna: Dovrebbe capire che la cosa mi farebbe piacere, ma non
Amica: No, non quello! Dopo!
Donna: "Ciao Uomo, sono Donna, stasera ti andrebbe di prendere un gelato?"
Amica: Insieme.
Donna: Cosa?
Amica: "Ciao Uomo, sono Donna, stasera ti andrebbe di prendere un gelato INSIEME?"
Donna: Giusto.
Amica: Già.
Donna: E dici che potrebbe funzionare?
Amica: Certo.
Donna: Non è che mi potrebbe scambiare per una... hai capito, no?
Amica: No, tranquilla
Donna scrive l'sms sul cellulare
Donna: Oddio, e se dice di no?
Amica: Non essere sciocca, non può resisterti!
Donna: Ne sei certa? No, perché se dovesse rifiutare, io
Amica: Non rifiuterà, fidati.
Donna: Ne sei sicura? Sicura sicura?
Amica: Vuoi inviare quel messaggio?
Donna: Aspetta, fammelo rileggere!
Amica: Se non lo mandi tu, lo mando io!
Donna: Ok, ok
Donna invia l'sms
Donna: Oddio, l'ho mandato!
Amica: Bene
Donna: No, che ho fatto? Avrei dovuto scrivere che
Amica: Va tutto bene!
Donna: Ma forse avrei dovuto dirgli che
Amica: Va tutto bene! Ormai è fatta!
Donna: Oddio, sono così agitata!
Amica: Tranquilla, andrà tutto bene.
Donna: ...
Amica: ...
Donna: Perché non risponde?
Amica: Da quanto l'hai mandato?
Donna: Quasi un minuto.
Amica: Forse non l'ha ancora letto.
Donna: ...
Amica: ...
Donna: E se stesse cercando di scaricarmi?
(tre ore dopo)
Donna: Ecco, lo sapevo, non gli piaccio!
Amica: Ma no, dai, forse non ha ancora visto il messaggio!
Donna: Ne sei sicura? Forse sta cercando le parole giuste per dirmi che non vuole uscire con me! Sai, è così sensibile, magari non vuole ferirmi...
Amica: Ma lui VUOLE uscire con te!
Donna: Come fai a dirlo?
Amica: Si vede! Da come ti guarda quando ti incontra, da come ti saluta...
Donna: Ma se mi dice solo ciao!
Amica: Sì, ma non hai visto come abbassa lo sguardo quando ti dice ciao? E il tono della voce?
Donna: Ah, l'hai notato anche te? Avevo avuto la stessa impressione, ma avevo paura di illudermi!
Amica: Sì, sì, si vede bene!
Donna: Oddio, mi sembra di sognare!
Trilla il cellulare. A Donna arriva il messaggio.
Donna: È LUI! È LUI!
Amica: Sì, sarà lui!!!
Donna: Oddio! Oddio!
Amica: Leggilo, dai!
Donna: No, non ce la faccio, leggilo tu!
Amica: Ok, c'è scritto... "Va bene, in gelateria alle 18"
Donna: VA BENE!
Amica: Va bene!
Donna: ODDIO!
Amica: Te l'avevo detto!
Donna: Alle 18!
Amica: Già!
Donna: Secondo te che voleva dire?
Amica: Per me è cotto.
Donna: Dici? Non ti sembra un po' freddo come messaggio?
Amica: Ma no, che dici? Lo sai anche tu che è timido!
Donna: Già, lo pensavo anche io.
Amica: Già.
Donna: Oddio, che emozione!
Amica: Sono contentissima.
Donna: E ora che mi metto?
Amica: Andiamo a comprare qualcosa!
Donna: E dalla parrucchiera!
Amica: E dall'estetista?
Donna: Corriamo!
TEST n. 2
Soggetto: Uomo
Fattore di disturbo: Amico
Svolgimento: Uomo deve invitare Donna a prendere un gelato. Donna accetterà.
Amico: Oh.
Uomo: Ehi.
Amico: Allora?
Uomo: Tutto ok.
Amico: Stasera sei in giro?
Uomo: Sì, aperitivo? Ah cazzo, no, dimenticavo... ho chiesto a Donna di andare a prendere un gelato.
Amico: Che ti ha detto?
Uomo porge il telefono ad Amico. Amico legge il messaggio.
Amico: "Va bene, in gelateria alle 18"
Uomo: Già.
Amico: mmm
Uomo: Cosa?
Amico: Te la dà.
Uomo: Dici?
Amico: Certo.
Uomo: Bene.
Amico: Lavatelo.
CONCLUSIONE
Da qualche parte doveva pure esserci l'esito di questo test comparato, ma è andato perduto tra il vino ed il Lagavulin di ieri notte.
lunedì 9 novembre 2009
Lettera al mio tecnico Fastweb
Caro tecnico Fastweb,
spero il tuo ciclo di chemioterapia si sia concluso e che tu adesso stia meglio.
Perché, sinceramente, non riesco a trovare nessuna diversa spiegazione del perché tu, dal 23 di ottobre, non solo non abbia trovato il tempo di venire ad installarmi la linea a casa, ma nemmeno per telefonarmi per fissare l'appuntamento.
Quindi, davvero, spero che dopo il ciclo di chemio stia meglio.
E che la macchia scura che il medico ha trovato nelle tue ultime radiografie non sia nulla di pericoloso.
Così come le malattie sessualmente trasmissibili, ai cui esami sei risultato positivo nonostante tu non abbia più scopato dal 1997, spero si risolvano in modo positivo.
Il tutto se arriverai a casa mia entro la fine della settimana.
Altrimenti, ecco, spero che tu muoia velocemente e che la mia pratica venga presa in carico da un altro tecnico.
Modena, 09/11/09
Baroz
spero il tuo ciclo di chemioterapia si sia concluso e che tu adesso stia meglio.
Perché, sinceramente, non riesco a trovare nessuna diversa spiegazione del perché tu, dal 23 di ottobre, non solo non abbia trovato il tempo di venire ad installarmi la linea a casa, ma nemmeno per telefonarmi per fissare l'appuntamento.
Quindi, davvero, spero che dopo il ciclo di chemio stia meglio.
E che la macchia scura che il medico ha trovato nelle tue ultime radiografie non sia nulla di pericoloso.
Così come le malattie sessualmente trasmissibili, ai cui esami sei risultato positivo nonostante tu non abbia più scopato dal 1997, spero si risolvano in modo positivo.
Il tutto se arriverai a casa mia entro la fine della settimana.
Altrimenti, ecco, spero che tu muoia velocemente e che la mia pratica venga presa in carico da un altro tecnico.
Modena, 09/11/09
Baroz
venerdì 6 novembre 2009
Home Sweet Home, pt. 5 - Back Home
Lunedì sera ho telefonato a Madre. Così, tanto per educazione.
Io: Ciao Madre, sono io.
Madre: Ah, allora sei ancora vivo!
Io: Sì, beh, è solo lunedì, ci siamo visti venerdì e...
Madre: Ce l'hai installato Skype?
Io: Non ho ancora la connessione, Madre, gli stronzi di Fastweb non si sono ancora fatti vedere e
Madre: Se installi Skype possiamo anche videotelefonarci!
Io: Sì, lo so, te l'ho installato io, ma non ho la connessione e senza non pos-
Madre: Quando installi Skype, così possiamo parlare con calma?
Ora, negli ultimi anni in casa, i nostri dialoghi oscillavano da un minimo di 12 secondi ("mi passi il sale, per piacere?") ad un massimo di due minuti e mezzo. Arrotondando. Per eccesso.
Il motivo per cui, adesso, si debba parlare con calma, mi risulta oscuro. Ma vabbè, le ho dato corda.
Madre: Quando vieni a cena qua?
Io: Mah, stavo pensando a giovedì...
Madre: GIOVEDI?!?! Così tardi???
Io: Madre, adesso è lunedì sera, domani sono a fare la spesa, mercoledì vado dai Nani... vengo giovedì.
Madre: Se proprio non ce la fai a venire prima...
Io: No Madre, non riesco, ci vediamo giovedì.
Madre: Va bene, a giovedì.
Io: Notte.
Madre: Installa Skype!!!
E così, questa sera sono andato a trovare i miei genitori e scroccare una cena.
Per prima cosa, per chiarire subito come stanno le cose, ho parcheggiato la macchina fuori, in strada.
Mi avvicino al cancello e
clack
qualcuno lo apre da sopra.
Mi avvicino alla porta e
tlack
anche la porta viene aperta. Non era mai capitato.
Ed ecco Madre, in cima alle scale, che mi aspetta, sorridente.
Madre: Allora, torni a vivere qui?
Io: No, Madre.
Madre: Sicuro?
Io: Sì, Madre.
Madre: Stronzo.
Abbiamo cenato (passatelli in brodo e involtini), i miei sono riusciti a litigare per le solite stronzate ricordandomi del perché sono così felice per conto mio, poi mia madre ha iniziato a fare la lista delle cose che deve comprare per la mia casa.
Madre: Contenitore per i vestiti sporchi.
Io: Cesto per abiti.
Madre: Cosa?
Io: Si chiama "Cesto per abiti", non "Contenitore per i vestiti sporchi".
Madre: Eh, non mi veniva in mente.
Io: Fa niente... andiamo avanti.
Madre: Ascia da stiro.
Io: Asse.
Madre: Cosa?
Io: Si chiama Asse da stiro. Non Ascia da stiro.
Madre: Lo so, ma non mi veniva in mente.
Io: Madre...
Madre: Cosa?
Io: Calmati. Va tutto bene.
Madre: Torni a vivere qui?
Io: No.
Madre: Allora non va bene niente.
Ed ora eccomi qua, in sala, con una Corona in mano, i piedi sulla sedia, a scrivere questo post e pensare che, sì, anche se ho dovuto stendere la biancheria, la vita da single è proprio bella.
P.S. testo dell'sms: "Ho preparato un arrosto all'aceto balsamico e patate al forno. Ti va bene per cena domani?"
Eh sì, avere un quasi-co-inquilino che ha fatto la scuola alberghiera ha i suoi lati positivi.
Io: Ciao Madre, sono io.
Madre: Ah, allora sei ancora vivo!
Io: Sì, beh, è solo lunedì, ci siamo visti venerdì e...
Madre: Ce l'hai installato Skype?
Io: Non ho ancora la connessione, Madre, gli stronzi di Fastweb non si sono ancora fatti vedere e
Madre: Se installi Skype possiamo anche videotelefonarci!
Io: Sì, lo so, te l'ho installato io, ma non ho la connessione e senza non pos-
Madre: Quando installi Skype, così possiamo parlare con calma?
Ora, negli ultimi anni in casa, i nostri dialoghi oscillavano da un minimo di 12 secondi ("mi passi il sale, per piacere?") ad un massimo di due minuti e mezzo. Arrotondando. Per eccesso.
Il motivo per cui, adesso, si debba parlare con calma, mi risulta oscuro. Ma vabbè, le ho dato corda.
Madre: Quando vieni a cena qua?
Io: Mah, stavo pensando a giovedì...
Madre: GIOVEDI?!?! Così tardi???
Io: Madre, adesso è lunedì sera, domani sono a fare la spesa, mercoledì vado dai Nani... vengo giovedì.
Madre: Se proprio non ce la fai a venire prima...
Io: No Madre, non riesco, ci vediamo giovedì.
Madre: Va bene, a giovedì.
Io: Notte.
Madre: Installa Skype!!!
E così, questa sera sono andato a trovare i miei genitori e scroccare una cena.
Per prima cosa, per chiarire subito come stanno le cose, ho parcheggiato la macchina fuori, in strada.
Mi avvicino al cancello e
clack
qualcuno lo apre da sopra.
Mi avvicino alla porta e
tlack
anche la porta viene aperta. Non era mai capitato.
Ed ecco Madre, in cima alle scale, che mi aspetta, sorridente.
Madre: Allora, torni a vivere qui?
Io: No, Madre.
Madre: Sicuro?
Io: Sì, Madre.
Madre: Stronzo.
Abbiamo cenato (passatelli in brodo e involtini), i miei sono riusciti a litigare per le solite stronzate ricordandomi del perché sono così felice per conto mio, poi mia madre ha iniziato a fare la lista delle cose che deve comprare per la mia casa.
Madre: Contenitore per i vestiti sporchi.
Io: Cesto per abiti.
Madre: Cosa?
Io: Si chiama "Cesto per abiti", non "Contenitore per i vestiti sporchi".
Madre: Eh, non mi veniva in mente.
Io: Fa niente... andiamo avanti.
Madre: Ascia da stiro.
Io: Asse.
Madre: Cosa?
Io: Si chiama Asse da stiro. Non Ascia da stiro.
Madre: Lo so, ma non mi veniva in mente.
Io: Madre...
Madre: Cosa?
Io: Calmati. Va tutto bene.
Madre: Torni a vivere qui?
Io: No.
Madre: Allora non va bene niente.
Ed ora eccomi qua, in sala, con una Corona in mano, i piedi sulla sedia, a scrivere questo post e pensare che, sì, anche se ho dovuto stendere la biancheria, la vita da single è proprio bella.
P.S. testo dell'sms: "Ho preparato un arrosto all'aceto balsamico e patate al forno. Ti va bene per cena domani?"
Eh sì, avere un quasi-co-inquilino che ha fatto la scuola alberghiera ha i suoi lati positivi.
mercoledì 28 ottobre 2009
Home Sweet Home, pt. 4 - Soundtrack
Tonight, tonight
I'm on my way
Just set me free
Home Sweet Home
Sto finendo di montare i mobili dell'IKEA. Sta andando tutto dannatamente bene. TROPPO bene. Ci sono anche delle viti in più, dei chiodi di scorta, insomma, ci deve essere una fregatura, da qualche parte.
E allora, poiché ho voglia di perdere un po' di tempo, faccio due chiacchiere, così, parlando del più e del meno.
Volevo fare un post avente come titolo una canzone di Venditti: "Piero e Cinzia". Mi sono stancato a metà. È un peccato, perché sarebbe stato dannatamente divertente, si sarebbe parlato non solo di Marrazzo e trans, ma anche di Berlusconi ed escort e di come sia indecente che queste persone che ci dovrebbero rappresentare se ne vadano impunemente a scopare pagando con soldi nostri. Specialmente perché questo ha portato ad un insopportabile aumento dei prezzi. Si chiama "turbativa del mercato".
Tutti ne parlano bene. È l'evento letterario del nuovo millennio. Uno straordinario caso editoriale. Per tutti questi motivi, l'ho comprato. Parlo di "Uomini che odiano le donne". (Lo ammetto, il titolo ha colpito fortemente la mia misoginia). Il primo libro della trilogia di Millennium. Vi hanno pure tratto un film.
Non solo l'ho comprato: l'ho anche letto.
Mi aspettavo di più. Non è male, ad essere sinceri. Ma trasmette davvero poche emozioni. È freddo come Hedestad, ove si svolge parte della storia. L'autore non ci mette nulla di suo, lascia che siano i fatti e i personaggi a parlare. Buona cosa, se siete Hemingway. Ma Larsson non è Hemingway.
Perché scrivo in questo modo? Perché, invece, mi piace lo stile di scrittura di Larsson. Secco. Preciso. Conciso. Soggetto, predicato verbale o nominale, qualche aggettivo ogni tanto. Tipo Hemingway. Ma Larsson non è Hemingway. Io nemmeno. E non sono nemmeno Larsson.
Quindi, mi spiace, ma vi tornerete a sorbire delle frasi lunghissime, piene zeppe di collegamenti tra le diverse parti del testo, rimandi, richiami, errori, parentesi, perifrasi, enfiteusi, samanettati, aperitaviti.
Ho visto quello che viene considerato il capolavoro di Polanski: Il Pianista. Già vincitore di 3 Oscar, 1 Palma d'oro, 7 César, 1 David di Donatello, 2 Bafta, 1 European Film Awards. Il capolavoro di Polanski. Che gli americani lo incarcerino pure: questo "capolavoro" non può essere che un'aggravante. Togliete uno straordinario Adrien Brody e che rimane? Una buona (ottima) storia su un ebreo durante la seconda guerra mondiale. Ma di storie interessanti, di ebrei vittime della Shoah, ce ne sono a migliaia, se non a milioni. Quindi, caro Roman, grazie per Rosemary's Babe, mi spiace sinceramente per quello che hai passato per colpa di Charles Manson, ma ecco, quella ragazzina tredicenne, drogata, violentata, sodomizzata, è più importante di cento altri (presunti) capolavori che potresti realizzare.
Un'amica che legge questo blog mi ha detto che i miei post sono lunghi.
Ha ragione.
Di solito, evito come la peste i blog con degli interventi tanto lunghi, quindi la chiudo qui.
Buon mercoledì!
P.S. Home Sweet Home dei Crue è stata, per molti anni, una delle mie canzoni preferite. Lo è ancora.
martedì 27 ottobre 2009
Home Sweet Home, pt. 3 - IKEA
Sabato, anziché pranzare, sono andato all'IKEA. Dovevo comprare giusto due cosette: un paio di mensole, un mobile per i dvd, una piccola scrivania.
Ne sono uscito due ore dopo, senza aver comprato nulla, ma con una ventina di fogli pieni di codici, misure, modelli, numero di scaffale.
Ieri mattina mi sono preso due ore di permesso-studio (usiamoli, ogni tanto!) e sono tornato all'IKEA. Sono entrato dall'uscita, mi sono intrufolato scavalcando una cassa chiusa e sono entrato direttamente nel reparto dove ritirare i mobili.
Prendo il carrello piatto e comincio a caricarlo con gli articoli presenti negli scaffali.
Ora, mi domando... chi cazzo è che ha progettato il magazzino dell'IKEA?!?!?!
Nel primo scaffale che incontro ci sono i reggilibri. Subito dopo, la poltroncina (ovviamente smontata in due pezzi). Carico il tutto sul carrello.
Proseguo e cosa incontro? La scrivania. Smontata. E la cassettiera, Smontata. Guardo il carrello, scarico la sedia (seduta e base), i reggilibri, carico il tavolo della scrivania, la base della poltrona, la cassettiera, la seduta della poltrona, le gambe della scrivania, i reggilibri.
Proseguo.
Cosa incontro? Le mensole. Unmetroenovanta di mensole. Guardo il carrello. Scarico i reggilibri, le gambe della scrivania, la seduta della poltrona, la cassettiera, la base della poltrona, il tavolo della scrivania. Carico le mensole, il tavolo della scrivania, la base della poltrona, la cassettiera, la seduta della poltrona, le gambe della scrivania, ne cade una, bestemmio, la rimetto a posto, i reggilibri.
Proseguo. Ecco il top del Billy. Lo carico in bilico sul carrello, cade un reggilibro, mentre mi chino per raccoglierlo cade una gamba della scrivania. La osservo con odio. Ricarico tutto.
Proseguo. Sono quasi alla fine.
Arrivo al porta DVD Benno. Quattro pacchi di duemetriezerodue l'uno. Osservo il carrello. Inizio a bestemmiare contro il signor Ikea, contro la Svezia tutta, contro le alci e le renne, contro le svedesi alla crema.
Scarico il top del Billy, i reggilibri, le gambe della scrivania, la seduta della poltrona, la cassettiera, la base della poltrona, il tavolo della scrivania, le mensole. Mentre sto caricando il primo porta dvd, arriva una signora che deve assolutamente prendere quella simpaticissima vetrinetta che si trova sotto alla merce che ho momentaneamente appoggiato. Quando le ruggisco qualcosa sui suoi genitori e sui parenti fino al quarto grado in linea collaterale, si accorge che la vetrinetta non è poi così simpatica e che, no, in effetti in casa sua non ci sta per nulla bene. Carico i quattro pacchi di Benno, le mensole Lack, il ripiano della scrivania Vika Amon, la base della poltrona Jules, il top Billy, la cassettiera Erik, la poltrona Jules, le gambe della scrivania, i reggilibri.
Pago, trascino il carrello bestemmiando fino all'auto sotto un sole rovente che cazzo siamo a fine ottobre ma ci sono 25 gradi in questo parcheggio! e, di fianco alla mia auto, c'è una coppia elegantissima.
Lui, giacca e cravatta, polsini bianchi che sporgono di 1,5 cm dalla manica della giacca, gemelli d'oro, è al telefono.
Lei, elegantissimo abito nero, collana di perle, tacco 9, unghie perfette con french, sbuffa e suda mentre carica vagonate di mobili nell'auto.
Lui chiude la comunicazione, valuta ciò che la moglie sta facendo, le dice di spostare quel pacco, di mettere l'altro sopra, incrocia le braccia osservando, annuisce, quindi chiude il bagagliaio.
Lei gli chiede di portare via il carrello, lui le risponde che deve fare una telefonata e si siede in auto.
Comunque, c'è di peggio dell'andare a comprare mobili all'IKEA.
Ad esempio, doverli portare al terzo piano senza ascensore.
P.S. ho scattato una foto della turboventola del materasso:
P.P.S. oggi Madre e Culandra sono nell'appartamento. Speriamo stiano finendo, non li reggo più!
P.P.P.S. ieri sera ho iniziato a fare qualche scatolone. Madre ha voluto pulire con lo straccio e dare lo spray antipolvere ad ogni singolo dvd. Ne ho circa trecento. Quando inscatolerò i cd, piangerò. Quando vorrà spolverare anche ogni singola pagina di ogni libro, la sopprimerò.
Ne sono uscito due ore dopo, senza aver comprato nulla, ma con una ventina di fogli pieni di codici, misure, modelli, numero di scaffale.
Ieri mattina mi sono preso due ore di permesso-studio (usiamoli, ogni tanto!) e sono tornato all'IKEA. Sono entrato dall'uscita, mi sono intrufolato scavalcando una cassa chiusa e sono entrato direttamente nel reparto dove ritirare i mobili.
Prendo il carrello piatto e comincio a caricarlo con gli articoli presenti negli scaffali.
Ora, mi domando... chi cazzo è che ha progettato il magazzino dell'IKEA?!?!?!
Nel primo scaffale che incontro ci sono i reggilibri. Subito dopo, la poltroncina (ovviamente smontata in due pezzi). Carico il tutto sul carrello.
Proseguo e cosa incontro? La scrivania. Smontata. E la cassettiera, Smontata. Guardo il carrello, scarico la sedia (seduta e base), i reggilibri, carico il tavolo della scrivania, la base della poltrona, la cassettiera, la seduta della poltrona, le gambe della scrivania, i reggilibri.
Proseguo.
Cosa incontro? Le mensole. Unmetroenovanta di mensole. Guardo il carrello. Scarico i reggilibri, le gambe della scrivania, la seduta della poltrona, la cassettiera, la base della poltrona, il tavolo della scrivania. Carico le mensole, il tavolo della scrivania, la base della poltrona, la cassettiera, la seduta della poltrona, le gambe della scrivania, ne cade una, bestemmio, la rimetto a posto, i reggilibri.
Proseguo. Ecco il top del Billy. Lo carico in bilico sul carrello, cade un reggilibro, mentre mi chino per raccoglierlo cade una gamba della scrivania. La osservo con odio. Ricarico tutto.
Proseguo. Sono quasi alla fine.
Arrivo al porta DVD Benno. Quattro pacchi di duemetriezerodue l'uno. Osservo il carrello. Inizio a bestemmiare contro il signor Ikea, contro la Svezia tutta, contro le alci e le renne, contro le svedesi alla crema.
Scarico il top del Billy, i reggilibri, le gambe della scrivania, la seduta della poltrona, la cassettiera, la base della poltrona, il tavolo della scrivania, le mensole. Mentre sto caricando il primo porta dvd, arriva una signora che deve assolutamente prendere quella simpaticissima vetrinetta che si trova sotto alla merce che ho momentaneamente appoggiato. Quando le ruggisco qualcosa sui suoi genitori e sui parenti fino al quarto grado in linea collaterale, si accorge che la vetrinetta non è poi così simpatica e che, no, in effetti in casa sua non ci sta per nulla bene. Carico i quattro pacchi di Benno, le mensole Lack, il ripiano della scrivania Vika Amon, la base della poltrona Jules, il top Billy, la cassettiera Erik, la poltrona Jules, le gambe della scrivania, i reggilibri.
Pago, trascino il carrello bestemmiando fino all'auto sotto un sole rovente che cazzo siamo a fine ottobre ma ci sono 25 gradi in questo parcheggio! e, di fianco alla mia auto, c'è una coppia elegantissima.
Lui, giacca e cravatta, polsini bianchi che sporgono di 1,5 cm dalla manica della giacca, gemelli d'oro, è al telefono.
Lei, elegantissimo abito nero, collana di perle, tacco 9, unghie perfette con french, sbuffa e suda mentre carica vagonate di mobili nell'auto.
Lui chiude la comunicazione, valuta ciò che la moglie sta facendo, le dice di spostare quel pacco, di mettere l'altro sopra, incrocia le braccia osservando, annuisce, quindi chiude il bagagliaio.
Lei gli chiede di portare via il carrello, lui le risponde che deve fare una telefonata e si siede in auto.
Comunque, c'è di peggio dell'andare a comprare mobili all'IKEA.
Ad esempio, doverli portare al terzo piano senza ascensore.
P.S. ho scattato una foto della turboventola del materasso:
P.P.S. oggi Madre e Culandra sono nell'appartamento. Speriamo stiano finendo, non li reggo più!
P.P.P.S. ieri sera ho iniziato a fare qualche scatolone. Madre ha voluto pulire con lo straccio e dare lo spray antipolvere ad ogni singolo dvd. Ne ho circa trecento. Quando inscatolerò i cd, piangerò. Quando vorrà spolverare anche ogni singola pagina di ogni libro, la sopprimerò.
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